Articolo da “www.filtcgil.it” del 10 ottobre 2017

TRASPORTI: Sindacati, 27, 30 e 31 ottobre sciopero logistica, autotrasporto e corrieri

Roma 10 ottobre – “Tre giornate di sciopero generale il 27, il 30 ed il 31 ottobre nei settori della logistica, dell’autotrasporto e delle spedizioni per il rinnovo del contratto nazionale”. A proclamarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “a seguito dell’atteggiamento delle controparti datoriali che intendono peggiorare tutele e diritti acquisiti”.
Secondo le organizzazioni confederali dei trasporti che “auspicano la chiusura in tempi rapidi della trattativa, lo sciopero è necessario per garantire l’unicità del Ccnl e sostenere, a quasi due anni dalla scadenza, un rapido ed indifferibile rinnovo. Il settore necessita del contratto – affermano Filt, Fit e Uiltrasporti – anche come funzione di regolazione del sistema, in un settore strategico per l’economia, dove sono in atto le grandi trasformazioni del mercato e gli investimenti in innovazione tecnologica e dove serve coniugare lavoro di qualità e sviluppo. Per queste ragioni – evidenziano infine le tre sigle sindacali dei trasporti – nel rinnovo servono regole certe per assicurare tutele e diritti, serve garantire continuità occupazionale e legalità negli appalti ed un adeguato incremento salariale”.

 

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Un pensiero su “Articolo da “www.filtcgil.it” del 10 ottobre 2017

  • Un articolo pubblicato da: Quotidiano.net riporta: ”Lo sciopero ha coinvolto anche i lavoratori della logistica, dell’autotrasporto e della distribuzione e spedizione delle merci per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da quasi due anni”.
    Ma è nelle Cooperative di Produzione e Lavoro che si basa tutta l’attività del settore e della filiera della Logistica e Distribuzione Merci.
    Il corriere espresso è un servizio in espansione, anche in Italia. Rientra nell’attività di trasporto merci che va sotto il nome di logistica: è ciò che collega la produzione al consumo, il rifornimento continuo per i grandi magazzini, la consegna rapida degli acquisti fatti online, il servizio postale che smista pacchi da e per ogni dove.
    Il mondo della Logistica è dominato da poche grandi aziende italiane.
    La concorrenza è feroce, e le piccole aziende faticano a restare sul mercato, quelle oneste vengono “strozzate” da quelle disoneste.
    Per vincere la competizione ciascuna cerca di comprimere i costi e adeguarsi all’andamento ciclico del lavoro, che poi significa avere a disposizione più uomini quando l’attività è intensa e lasciarli a casa quando non serve. Parte del lavoro è meccanizzato, certo, ma nastri trasportatori e qualche “muletto” montacarichi non eliminano il lavoro umano. E poi l’Italia è arrivata relativamente tardi in questo settore.
    Dunque, da una quindicina d’anni le aziende della logistica, corrieri e quant’altro, appaltano facchinaggio e distribuzione a ditte esterne, per lo più cooperative.
    Così il corriere diventa il “committente”, mentre sono le cooperative a reclutare e a stipendiare i facchini.
    Intermediatori di manodopera: un po’ come il caporalato nelle campagne. Lo stesso vale per gli autisti, chiamati driver, dei furgoni che fanno la consegna porta a porta: neppure loro sono dipendenti dei corrieri, anche se ne indossano le divise.
    Beninteso anche le cooperative sono in concorrenza tra loro e per aggiudicarsi l’appalto abbassano le tariffe al “committente”. Poi si rifanno sui lavoratori, remunerati con un sistema molto grigio se non nero: la paga è oraria, parte del salario va sotto voci straordinarie (quindi non maturano tredicesima, liquidazione e così via), di rado le ferie sono pagate.
    E’ chiaro da dove dobbiamo ripartire?

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