Lo Stato c’è” assicura la ministra del lavoro Marina Calderone, accorsa anche lei in Calabria per un vertice sulla strage con il governatore Occhiuto. Sequestro preventivo aziende che impiegano vittime di caporalato.
“Bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato”.Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della manifestazione della Cgil ad Amendolara. “Quattro braccianti uccisi brutalmente, con violenza inaudita, non è accettabile.
Non si può più parlare soltanto di caporalato, ma bisogna parlare del padronato”, ha detto. “Spesso, adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato”, ha aggiunto
Caporalato, Calderone: «Faremo diecimila ispezioni, anche con droni»
ul tema del salario minimo in agricoltura la ministra del Lavoro risponde che «la risposta allo sfruttamento non risiede in un parametro economico astratto, potenzialmente svuotato di tutele, ma nel rafforzamento della contrattazione collettiva e nella trasparenza della filiera. Le ricette demagogiche non servono»
*Il caporalato nella distribuzione merci e nella logistica è un fenomeno strutturale in Italia che ha superato per volumi di sfruttamento settori storici come l’edilizia*.
Le recenti inchieste della magistratura e i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) mostrano che oltre il 60% delle ispezioni nel comparto logistico evidenzia irregolarità, coinvolgendo decine di migliaia di lavoratori. Il sistema non si limita al reclutamento in strada, ma si configura come un vero e proprio “caporalato digitale e societario” governato da complesse reti di subappalti. Il Meccanismo della Filiera Lo sfruttamento si articola generalmente su tre livelli piramidali: Il Committente (Grande Impresa): Grandi marchi dell’e-commerce, della grande distribuzione organizzata (GDO) o colossi dei trasporti esternalizzano i servizi di magazzino e consegna per abbattere i costi fisici .Le Società Filtro: Consorzi o grandi intermediari che vincono gli appalti al massimo ribasso e frammentano le attività. Le Società Serbatoio: Cooperative fittizie o s.r.l. “apri e chiudi” che gestiscono direttamente la manodopera. Queste società evadono l’Iva, non versano i contributi previdenziali e spariscono nel giro di pochi anni per evitare i controlli. Come si Manifesta lo Sfruttamento Il caporalato in questo settore colpisce principalmente facchini, magazzinieri e corrieri (rider e autisti), attraverso precise modalità illecite: Salari sotto la soglia: Corresponsione di paghe inferiori ai minimi previsti dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL).Turni massacranti: Richiesta di disponibilità totale con turni che superano le 12 ore giornaliere senza il pagamento degli straordinari. Contratti fittizi: Utilizzo massiccio di contratti a tempo parziale (part-time) a fronte di prestazioni lavorative a tempo pieno. Ricatto occupazionale: Sfruttamento dello stato di bisogno dei lavoratori, spesso stranieri, la cui permanenza sul territorio dipende dal contratto di lavoro. L’Impatto Giudiziario e i Numeri Le procure (in particolare la Procura di Milano) hanno avviato negli ultimi anni una maxi inchiesta contro i colossi della logistica. Questo filone d’indagine ha portato al sequestro di oltre 1 miliardo di euro per frodi fiscali e all’amministrazione giudiziaria di diverse multinazionali del settore. Le azioni di contrasto hanno permesso, per contro, la stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori precedentemente inseriti nel circuito dei subappalti illeciti. Desideri approfondire una tematica specifica o una determinata area geografica? Se vuoi, indicami: Una specifica inchiesta giudiziaria o azienda coinvolta. I dettagli normativi sulla responsabilità solidale del committente (Legge 199/2016).L’impatto delle piattaforme digitali e degli algoritmi nel monitoraggio dei corrieri.
*La ministra del Lavoro,
Marina Elvira Calderone,*
risulta ufficialmente in possesso di una laurea in Economia aziendale (Gestione aziendale internazionale) conseguita nel 2016 presso la Link Campus University di Roma.Tuttavia, il percorso accademico della ministra è stato al centro di un’inchiesta giornalistica e di accertamenti da parte della Procura di Roma. Tra le anomalie emerse, è stato evidenziato che la Calderone avrebbe sostenuto esami inusualmente anche di domenica e che il suo titolo triennale non risultava registrato presso l’anagrafe del Ministero dell’Università poiché, all’epoca, la Link Campus non era riconosciuta come istituzione italiana. La ministra ha sempre respinto ogni accusa, difendendo la piena validità del suo percorso.Per un’analisi dettagliata sull’inchiesta giornalistica sollevata in merito ai suoi esami e ai titoli di studio.