
Dopo la tragedia costata la vita a un corriere di 64 anni, Bartolini ribadisce il proprio impegno sulla prevenzione e conferma la piena collaborazione con la magistratura. Restano aperte le indagini sulla dinamica dell’incidente
Morte sul lavoro alla Brt di Settimo: l’azienda rompe il silenzio, “La sicurezza è un principio imprescindibile”
La morte di Antonio Gala, il corriere di 64 anni deceduto venerdì scorso nel deposito Brt di Settimo Torinese, continua ad alimentare il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A quattro giorni dalla tragedia, l’azienda è intervenuta con una nota ufficiale nella quale ribadisce che la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori rappresentano un principio imprescindibile, rispondendo anche alle proteste e alle prese di posizione sindacali seguite all’incidente.
Brt rinnova innanzitutto il profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia del lavoratore, dipendente della società Utm, azienda che opera in appalto all’interno del polo logistico di Settimo Torinese.
Nel comunicato, la società sottolinea come la prevenzione degli infortuni sia fondata su un lavoro quotidiano che comprende procedure operative, formazione del personale, monitoraggio dei processi e aggiornamento costante delle misure di sicurezza, sviluppati in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nelle attività del deposito.
L’azienda aggiunge inoltre di voler rafforzare ulteriormente questo impegno, dichiarandosi disponibile ad accogliere “ogni occasione di confronto costruttivo” finalizzata a individuare nuove azioni capaci di elevare gli standard di tutela dei lavoratori.
Brt conferma anche di aver avviato, fin dalle prime ore successive all’incidente, tutte le verifiche interne necessarie e di stare collaborando con “la massima trasparenza e disponibilità” con l’autorità giudiziaria e con gli enti competenti affinché venga chiarita con precisione la dinamica di quanto accaduto.

L’incidente si è verificato nel primo pomeriggio di venerdì 26 giugno all’interno del deposito logistico di via Paganini. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, il corriere sarebbe rimasto schiacciato tra un autocarro in movimento e la motrice del proprio mezzo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella secondo cui il camion della vittima possa essersi mosso dopo il mancato inserimento del freno di stazionamento, ma si tratta di un elemento ancora tutto da verificare attraverso gli accertamenti tecnici. Le indagini sono affidate ai Carabinieri e agli ispettori dello Spresal dell’Asl To4, che stanno ricostruendo ogni fase dell’incidente.
La tragedia ha provocato una dura reazione delle organizzazioni sindacali, che nei giorni successivi hanno organizzato presìdi e chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza negli hub logistici. Cgil, Cisl, Uil e Usb hanno ricordato come il settore della logistica continui a essere tra quelli maggiormente esposti al rischio di incidenti, chiedendo investimenti più incisivi in tecnologie di prevenzione, organizzazione del lavoro e formazione.
Quello della sicurezza sul lavoro resta uno dei temi più delicati anche in Piemonte. Secondo i dati richiamati dai sindacati, nei primi quattro mesi dell’anno nella regione si sono registrati 23 morti sul lavoro, dieci dei quali in provincia di Torino, numeri che continuano a sollevare interrogativi sulla necessità di rafforzare la cultura della prevenzione e dei controlli.
L’inchiesta dovrà ora stabilire se all’origine della tragedia vi siano stati un errore umano, un eventuale guasto tecnico o altre responsabilità. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile ricostruire con esattezza le cause che hanno portato alla morte del lavoratore.
30 Giugno 2026
Virginia Serpe