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Caporalato della logistica, oltre 1.800 lavoratori in nero e 35 milioni di fatture false

Undici società “serbatoio” utilizzate per assumere fittiziamente il personale gestito da un consorzio

 

Un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, basato su società fittizie utilizzate come “serbatoi” per l’impiego irregolare di oltre 1.800 lavoratori. È quanto emerso dall’indagine della compagnia di Pomezia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, che ha fatto luce su un meccanismo di evasione fiscale e contributiva attivo tra il 2020 e il 2022.

Lo schema delle società “serbatoio”

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema ruotava attorno a una società consortile capofila e a 11 ditte collegate, prive di una reale struttura organizzativa ed economica. Queste ultime figuravano formalmente come datori di lavoro dei dipendenti, mentre la gestione operativa delle prestazioni faceva capo interamente alla consorziata principale. Questo schema, basato su contratti di appalto ritenuti privi dei requisiti di legge, permetteva di dissociare la titolarità formale del rapporto di lavoro dalla sua gestione effettiva, con pesanti ripercussioni sulle tutele assistenziali e previdenziali dei lavoratori coinvolti.

Evasione milionaria e sanzioni Inps

Il giro d’affari ricostruito attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti supera i 35 milioni di euro, con un’evasione dell’Iva calcolata in oltre 10 milioni di euro. A questo si aggiunge l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti per un valore di circa 1,7 milioni di euro. I dettagli dell’indagine sono stati trasmessi all’INPS. Attraverso l’analisi dei flussi, l’ente previdenziale ha provveduto a ricalcolare i contributi omessi e ha applicato sanzioni civili e amministrative per un totale che supera i 7 milioni di euro.

https://www.romatoday.it/cronaca/1800-lavoratori-in-nero-roma-pomezia.html
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