

Montava la nuova illuminazione, caduto da 10 metri. Chiuso l’Anfiteatro. Meloni: ‘Inaccettabile’
Un tonfo nella notte, nel cuore del Colosseo. È stato quel rumore a far scattare l’allarme dei colleghi per Andrea Moretti, 22 anni, precipitato da dieci metri mentre lavorava al nuovo impianto di illuminazione dell’Anfiteatro Flavio. Per il giovane operaio rocciatore, nonostante i tentativi di rianimazione dell’Ares 118, non c’è stato nulla da fare.
Il turno era iniziato all’imbrunire, dopo la chiusura al pubblico. Moretti, in fune, stava collegando i cavi della nuova illuminazione del monumento simbolo della Capitale, tra il secondo e il terzo anello. Poi, intorno a mezzanotte, la caduta all’interno del sito. Con lui c’erano altri due operai, tra cui il cognato. I colleghi hanno solo sentito il forte tonfo e dato l’allarme. Da qui l’inchiesta della Procura di Roma per omicidio colposo, al momento contro ignoti, coordinata dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio. La perizia dovrà chiarire la dinamica. Da quanto emerso, Moretti sarebbe stato trovato con l’imbracatura indossata, ma senza la fune agganciata.
Andrea, 22 anni, originario di Tottea, in provincia di Teramo, lavorava per la Moretti Quintilio srl, azienda fondata nel 1968 dal padre dell’attuale titolare Carmine, parente del ragazzo morto sul lavoro. Giovanissimo, era già esperto in un’attività molto richiesta nei cantieri. E per cui l’azienda, specializzata in acrobatica, ha preso il subappalto dei lavori del Ministero della Cultura. Tra i primi ad arrivare sul posto dopo i soccorsi, nella notte, è stato proprio il ministro Alessandro Giuli. Rimasto al Colosseo fino alla mattina, ha incontrato carabinieri e familiari di Andrea, fatto deporre una corona di fiori nel punto della tragedia e disposto lo stop dei lavori. “Un evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi”, ha scandito il ministro.
Morire a 22 anni è inaccettabile, lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro”, il commento della premier Giorgia Meloni, auspicando “che sia fatta piena luce”. “Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte”, ha affermato Meloni. “Non possiamo accettare che si continui a morire lavorando”, ha ribadito il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
Accanto al cordoglio sono arrivate però le richieste di chiarimento dei sindacati sul sistema degli appalti dei lavori, ma anche sulla gestione del Colosseo dopo l’incidente. In un primo momento era stata infatti chiusa la sezione dove è avvenuta la caduta. La Cgil ha però chiesto lo stop dell’intero monumento. “L’umanità viene prima dei turisti”, le parole del segretario di Roma e Lazio Natale Di Cola, annunciando che il sindacato si “costituirà parte civile” al processo “per sostenere la famiglia”. Di Cola ha poi parlato dei controlli, riferendo che l’intervento su fune era stato svolto da “un numero piccolo di lavoratori” e che a verificarlo c’erano dipendenti del ministero “in numero esiguo” per una “carenza importante di organico”. Per la Cgil va anche chiarito perché questi lavori così delicati si svolgessero in notturna e perché non fossero stati comunicati alle federazioni territoriali. Il Colosseo per volontà del ministro è stato chiuso, in segno di lutto, dopo il deflusso del primo turno con circa 3.500 visitatori, perché farlo prima, è stato spiegato, avrebbe potuto creare problemi di sicurezza. In serata, la chiusura è stata prorogata anche a domani. La Rai, dopo l’incidente mortale, ha sospeso le riprese relative alla serata-evento di Alberto Angela che dunque non andrà in onda il 27 settembre.
La Usb durante un sit-in di protesta ha proclamato 24 ore di sciopero. Mentre Cgil, Cisl e Uil e altre sigle sindacali si sono ritrovate al Colosseo con una fiaccolata. “La rabbia è tanta, perché a quasi un anno dall’incidente alla Torre dei Conti abbiamo letto solo parole di cordoglio, ma nessun passo in avanti concreto”, ha detto Diego Piccoli segretario della Fillea Roma. La tragedia di oggi riporta alla memoria la vicina Torre dei Conti, ai Fori Imperiali, dove il 3 novembre 2025 il crollo di una parte del monumento, durante i lavori di ristrutturazione, portò alla morte dell’operaio Octav Stroici, 66 anni. Così alle 18, proprio lato Fori, la fiaccolata ha ricordato Andrea con un monito: “non si può morire di lavoro a 22 anni”.
