
Il gruppo Inditex ha annunciato la chiusura di oltre mille punti vendita tra Asia e Europa, cambiati appalti di pulizie e logistica: la protesta dei magazzinieri degli store di Roma.
Sullo sfondo la crisi del tessile scaturita dall”™emergenza Coronavirus con il gruppo Inditex, del quale fanno parte i marchi Zara, Bershka, Pull&Bear, Stradivarius, Oysho, Massimo Dutti e Uterque, ad annunciare il riassetto dei negozi post Covid-19; nell”™immediato i licenziamenti di decine di lavoratori delle ditte in appalto.
La crisi di Zara: oltre mille negozi a rischio chiusura
Nell’accelerazione del passaggio dagli store con vetrina su strada all’e-commerce, con Inditex decisa a chiudere oltre mille punti vendita tra Asia e Europa, l”™anello più debole della catena è già saltato: dopo tre mesi di cassa integrazione, “per alcuni lavoratori nemmeno ancora percepita” – denuncia il SI Cobas, l”™azienda ha avviato una serie di cambi appalto su pulizie, magazzini, scarico e carico merci.
Nei negozi di Zara piovono licenziamenti
C”™è chi nelle retrovie dei negozi di Zara non serve più. “In questo processo in tutta Italia centinaia di lavoratori addetti allo scarico sono stati licenziati per cessazione dell’appalto e ora i camion li scaricano commesse e commessi dei negozi”. Oltre cinquanta quelli coinvolti a Roma con lo spettro della chiusura dei negozi, sicuramente salvi quelli principali nel centro storico e nelle gallerie commerciali, ad agitare pure gli addetti alle vendite.
Non solo magazzinieri in crisi e commessi a scommettere sul futuro: “Altre centinaia di lavoratori delle pulizie si sono ritrovati da un giorno all’altro con un cambio appalto firmato di nascosto, senza che venissero rispettati i tempi previsti dal Contratto Nazionale Multiservizi e, in alcuni casi, con cooperative che già stanno dimostrando scarsa propensione al rispetto di diritti sindacali ed economici basilari” – ha scritto il SI Cobas in una nota.
Il corteo dei lavoratori di Zara in centro a Roma
Nel week end scorso il sit in in piazza San Silvestro con magazzinieri e addetti alle pulizie a tentare il corteo verso lo store di via del Corso: solo una piccola delegazione è riuscita a raggiungere il negozio con striscioni, fischietti e megafoni.
 “I lavoratori pretendono l’applicazione complessiva del CCNL multiservizi e del CCNL logistica e trasporto merci, rivendicano il diritto di sciopero e di organizzazione sindacale e protestano al fianco delle centinaia di colleghi barbaramente lasciati per strada con la scusa della crisi sanitaria, nonostante per mesi – ha scritto il sindacato - si sia parlato di lavoratori eroi”.Â
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Fonte: RomaToday
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